Twitter & Bullas

Che non tutte le aziende utilizzino Twitter ottimalmente è una verità fin troppo evidente. Si prende come una finestra per parlare in modo molto breve dei propri prodotti, arrivando a dei modus operanti mossi da finalità che esulano da quello che l'utilizzatore di Twitter si aspetta.
Jeff Bullas sembra puntare il dito in più di qualche occasione contro quelli che, non entrando nelle dinamiche del singolo social network, li utilizzano tutti allo stesso modo, indipendentemente dal contesto in cui operano.
Da voce al suo fastidio con "6 scomode verità"  che devono essere accettate da chi va a fare business su Twitter.
Io ve le presento...ma non è che sono proprio d'accordo con quanto dice Bullas.
Ma tengo le mie perplessità su questo approccio a Twitter per le conclusioni alla fine dell'articolo.

Verità n. 1: Aumentare il numero di follower su Twitter è uno dei vostri principali obiettivi

Siete quel tipo di persone che pensano che i numeri non contano?
O magari siete quelli che preferiscono la qualità alla quantità?
Allora dovreste sapere che in realtà i buoni (o i cattivi) numeri giocano un ruolo importante nel mondo dei social media e su Twitter in particolare. Il fatto è che la quantità di traffico che ricevete (che dopo tutto, dovrebbe essere il vostro principale obiettivo) dipende in larghissima misura dalla quantità di follower che avete. E in realtà non esiste una vera e propria "qualità" quando si parla di folllower. Ci sono persone che potrebbero essere interessate a quello che fate e persone a cui in realtà non gliene importa nulla.

Non ho usato il condizionale a caso. Dopo tutto, sta a voi presentare il vostro blog (o sito) nel miglior modo possibile.

E dicendo che il traffico è il principale strumento metrico che dovreste tenere in considerazione, beh, in parte vi ho mentito...

Se le persone cliccheranno sui vostri tweet vi guadagnerete una visita, ma non tutti inizieranno effettivamente a leggervi. E fra tutti quelli che inizieranno a leggere ci sarà sicuramente qualcuno che non è d'accordo con le vostre idee o con il vostro stile.

Il vostro vero obiettivo dovrebbe essere quello di far tornare il traffico in vostra direzione.
Per fare questo vi serviranno visitatori fedeli, ovvero persone che si iscriveranno alla vostra mailing list, che compreranno il prodotto che state pubblicizzando o che usufruiranno di un servizio che offrite.

E da questo punto di vista, cercare altri follower è la strategia più corretta.
Se le persone seguiranno i vostri tweet, più probabilmente finiranno sul vostro blog; se le persone apprezzeranno quello che condividete, più probabilmente torneranno da voi. In questo modo, riuscirete a convertire un maggior numero di persone grazie agli appelli che farete sul vostro blog.
Non è un concetto troppo difficile da capire dopo tutto, vero?

Verità n. 2: Programmare gli aggiornamenti su Twitter non rovinerà la vostra reputazione

Esiste uno strano pregiudizio relativo ai tweet automatici.
Molti credono che i tweet dovrebbero essere qualcosa di "personale".
Io, sinceramente, non ho mai capito il senso di tutto questo.
A meno che non stiate chattando con qualcuno, i vostri tweet non possono essere personali.

Quindi, piuttosto di dovervi collegare ogni due secondi per pubblicare qualcosa che vi è particolarmente piaciuto, iniziate a programmare i tweet, anche se il risultato potrà sembrarvi impersonale, perché in questo modo risparmierete del tempo che potrete investire facendo altro, come lavorare su quel famoso guest post che avete in ballo da settimane…

Per quanto mi riguarda, io uso Buffer, un'app che vi permette di scegliere i giorni in cui avete deciso di twittare e il momento preciso in cui i diversi tweet verranno postati. Per esempio, io ultimamente pubblico tweet sempre nello stesso identico orario ogni giorno.

E indovinate un po', alle persone non interessa!
I follower, se vi seguono, vogliono un buon contenuto: se alla fine lo ottengono, poco importa se proviene da un tweet automatico!

Verità n. 3:  Le liste vi possono essere d'aiuto in diversi modi

Come già probabilmente sapete, creare una lista è un buon modo per scremare tutto il "rumore" presente nella vostra TL e per accedere ai contenuti che più vi interessano: le liste sono state create fondamentalmente con questo scopo.

Le liste possono rivelarsi molto utili: ne esistono di diversi tipi a seconda delle vostre esigenze, per esempio:

  • Liste di persone che vi retwittano.
    Raggruppare queste persone in una lista vi darà facile accesso alle loro condivisioni, e vi permetterà di ritwittare i loro post come ringraziamento per avervi menzionati. In questo modo riuscirete a rafforzare il vostro rapporto con loro.
  • Liste dei blogger al vostro stesso livello.
    Anche se probabilmente non li trasformerete in supporters del vostro brand, è importante rimanere aggiornati su quello che hanno da dire. Prima di tutto perché dovete essere coerenti e aggiornati su quello che succede nel vostro settore e in secondo luogo perché i loro contenuti potrebbero essere uno stimolo per vostri post futuri.
  • Liste di blogger meno conosciuti.
    Cercate di trovare alcuni blogger meno conosciuti nel vostro settore e raggruppateli in una lista. Anche in questo caso, l'obiettivo è quella di rimanere sempre aggiornati sui loro contenuti più recenti e di ritwittarli se sono abbastanza buoni. Così facendo, non passereste certo inosservati e potrete stare sicuri che, come ricompensa, questi blogger "minori" vi ritwitteranno a loro volta.

Come dire, "dai e ti sarà dato".

Verità n. 4: Smettere di seguire chi è inattivo non è un peccato

Sembra che i tradizionalisti odino tutto ciò ha a che fare con l'automazione che, secondo loro, fa perdere autenticità ai tweet.

Nessuno può negarlo: per avere successo dovete farvi valere. E se volete che ciò avvenga, dovrete essere unici.

Il fatto è che se qualcuno vuole seguirvi su Twitter la sua decisione dipende molto dal rapporto fra il vostro rapporto followers/following.

D'altra parte, non sareste anche voi più portati a seguire qualcuno che segue 1000 persone ma che ha 4000 follower piuttosto che qualcuno che ha 2000 follower e 2.200 amici?

Il miglior modo per affrontare il problema è smettere di seguire chi è inattivo. Queste sono persone che non hanno molto da dire e che fondamentalmente non pubblicano quasi mai contenuti. Potrebbe valere la pena togliere loro il vostro follow per dare spazio a chi effettivamente si impegna molto di più su Twitter.

Quello che potete fare in questo caso è iscrivervi a ManageFilter, cliccare su "Everyone you Follow" e ordinare i risultati per data. Provate a rimuovere tutti quelli che non hanno twittato per più di sette-otto giorni e vedete se questa soluzione fa al caso vostro!

Verità n. 5: Seguire le persone fa aumentare il numero dei vostri follower

Ho sentito diversi storie sui metodi con cui si può aumentare il numero dei follower su Twitter. Alcune sono vere, altre sono false, altre ancora non ho avuto modo di verificarle...

Oggi "il contenuto la fa da padrone" è probabilmente il cliché più diffuso nel reame del marketing online.

Ma può il solo contenuto farvi conoscere ad un nuovo pubblico?

I retweet potrebbero aumentare la vostra esposizione. Qualcuno potrebbe ringraziarvi pubblicamente o consigliarvi a qualcun altro. Potreste ottenere due migliaia di follower grazie al vostro blog. Ricordate però che questo processo potrebbe essere molto lungo.

La verità è che dovete semplicemente seguire nuove persone. Alcune ricambieranno con un follow back, altre non lo faranno. Questo tipo di attività comunque mi ha aiutato a conoscere dei sostenitori fedeli che ormai cliccano su quasi tutti i miei post e magari li ritwittano pure.

E, si, così facendo sarete spesso obbligati a seguire persone che non conoscete e che non vi conoscono. Comunque sia, è possibile che gran parte di quelli che seguite daranno un'occhiata al vostro profilo (magari facendovi degli apprezzamenti oppure commentando qualcosa che avete twittato). Se considerate questa come un'occasione per attrarre nuovi follower, capite bene che seguire nuove persone sarà molto utile per creare nuovi contatti e interazioni.

Verità n. 6: Non sempre vale la pena rispondere

Una volta entrati nel mondo dei social media e dei blog una delle cose che vi capiterà più spesso di sentir dire è che dovrete sempre rimanere collegati al vostro account, in attesa di poter rispondere a chi vi menziona.

E anche se non c'è niente di male in tutto questo, se volete davvero essere produttivi dovreste fare un po' meno attenzione a quei tipi di "obblighi" da social media. Per esempio, anche se la chat è importante spesso le diamo troppa attenzione e finiamo per sprecare del tempo che avremmo potuto utilizzare per fare cose più utili, come per esempio scrivere.

Per ridurre al minimo il tempo che passo chattando e per rispondere comunque alla maggior parte delle persone che mi menzionano, ho una "scaletta di risposta" come asso nella manica. La regola che mi sono imposto è quella di rispondere una media di tre volte al giorno, in tutti quei momenti in cui mi trovo senza nulla da fare.

Come potete vedere, in questo modo quest'attività si inserisce fra tutti gli altri impegni della giornata.

Essere costantemente online non dovrebbe essere la vostra prima preoccupazione. E, fra l'altro, non dovreste nemmeno rispondere a tutte le menzioni, perché così facendo entrereste nel circolo vizioso dei messaggi del tipo "Grazie per il retweet" oppure "grazie per il follow". Non è questo che si intende con "coinvolgimento".

Le mie conclusioni su Twitter e il suo utilizzo corretto

Ecco, queste sono le 6 verità su Twitter che  - secondo Jeff Bullas - chi usa Twitter dovrebbe fare proprie.
Vi dico la verità.
Ce ne sono un paio che mi lasciano perplesso.
La prima riguarda le considerazioni quantitative sui follower. E' ovvio che più follower su Twitter si hanno più facile è l'innesco del circolo vizioso che porta a maggiori visite sul sito, maggior interesse, maggiori probabilità di commenti. Ma la qualità è importante.

Facciamo un esempio, che ho visto in pratica: gente che parla di auto e ha 500 amici che li seguono perchè trasmigrati su twitter, mandati da altri amici o per altri motivi ma ai quali non frega nulla di automobili.
Se parliamo di un'azienda e di prodotto meglio averne pochi ma possibili buyer, per esempio.
Voglio dire...dipende.
Tutti i discorsi sono validi, dipende dal come vengono affrontati.

La seconda è quella sui tweet automatici.
Non tanto per una programmazione delle proprie uscite di contenuti interessanti.
Ma perché spesso - e lo fa lo stesso Bullas - si utilizzano i tweet automatici per riproporre gli stessi contenuti su Twitter molte volte.
C'è chi abusa di questa pratica in modo molto spinto, visto l'estrema volatilità di un messaggio su twitter che sparisce molto in fretta dalla timeline vista (la velocità del tasso di decadimento di visibilità del vostro tweet è direttamente proporzionale al numero di following dei vostri follower).
Funziona? Sì
L'ho provato riproponendo tempo fa sempre egli stessi contenuti una volta al giorno in orari differenti, per molti giorni: aumentano i retweet e i follower.
Ma no so...è una pratica che non mi entusiasma.

Voi che ne pensate?

[l'articolo completo originale lo potete trovare qui: http://www.jeffbullas.com/2013/01/28/6-truths-about-using-twitter-that-traditionalists-might-not-want-to-hear/]

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