Allora, noi si va da uno che ci fa il sito. Era un web designer e con lui si comincia un processo per portare il sito ad essere bello, dare una buona impressione di noi, presentare tutti i nostri prodotti...insomma il web designer ci fa il sito e niente, siam contenti del lavoro. Poi bisogna cominciare a lavorarci e lo chiamiamo per fare delle modifiche, perché alcune sezioni andavano sicuramente migliorate perché non, alla prova del 9, non rispecchiavano perfettamente la nostra idea di come dovevamo mostrarci. Allora lo chiamiamo e questo ci dice, mi spiace, ma non faccio più il web designer, ora sono uno SEO specialist. Lascia stare la grafica, il sito te lo devo ottimizzare se vuoi trovare clienti online, perché dobbiamo aumentare gli accessi su determinate keyword e tutto il resto. Così inizia il lavoro e ci dice che è comunque un lavoro che ha bisogno del suo tempo. E ci sta. Dopo un po' lo chiamiamo e gli diciamo, perfetto, il lavoro cominciato...vorremmo andare avanti perché, al momento, ne con il sito nuovo ne con la SEO, abbiamo visto arrivare più clienti da web. E sì, risponde, ma mi spiace, non faccio più lo SEO specialist. Adesso faccio il consulente di web marketing, lascia stare la SEO, la SEO da sola non serve a nulla: dobbiamo fare un blog, mettere le call-to-action, fare le landing page e portare a casa le email delle persone. E ancora gli diciamo ok, ma che succede poi, cioè perché questo ora dovrebbe diventare un cliente? E come, fa, arriva sul sito, vede le proposte che gli fate e quindi compila il form… e a quel punto gli mandi un preventivo, è quello che spiego ai miei corsi e mi pagano, quindi adesso se vuoi faccio anche il professore, e si fa così, questo è il web marketing., Dopo quella chiacchierata non l’abbiamo più chiamato. La cosa di cui ci siamo resi conto era che ogni volta che gli chiedevamo di rendere conto dei risultati sul lavoro fatto, lui aveva una uova professione che ci impediva di fare i conti con lui. e in due anni è passato da essere un web designer, uno SEO specialisti o, alla fine un consulente globale di web marketing che fa corsi.
( Santa Croce sull’Arno, 30 maggio 2016: giuro che non l’ho romanzata)
Ora mettetevi nei panni di quest’azienda: come possono le imprese fidarsi di chi propone soluzioni digital se il mercato pullula di questi personaggi?
Quello che sta succedendo all’inbound marketing è grossomodo questo. Parlare di inbound senza mettere in relazione marketing e sales è assolutamente folle. Pensare che il massimo rendimento, per un'azienda che non fa e-commerce ma vive di lead che si convertono in clienti, si possa ottenere semplicemente aspettando che le persone implorino per il tuo servizio/prodotto è banale ed infantile.
Una volta portati gli utenti sul sito e convertititi in lead, la giusta tattica commerciale inbound è quella di cominciare raccogliere informazione su di loro, basandosi su form, abitudini di navigazione, interazioni con i nostri contenuti, le nostre call to action, con le nostre email e come rispondono alle sollecitazioni. Questo offre la possibilità al marketing di passare il lead caldo al commerciale le giusto momento e il commerciale si troverà a gestire un contatto di cui conoscerà passioni, problemi, abitudini ed interessi. Contattare la giusta persona nel momento giusto con il giusto contenuto è fondamentale.
Non potete aspettare che le mele cadano dall'albero. Una volta che le mele sono mature bisogna salire sull'albero a prenderle. Se aspettiamo sotto all'albero potrebbero marcire, potrebbero essere mangiate dagli uccelli o qualcun altro potrebbe salire sull'albero per coglierle.
Una corretta strategia di inbound abbraccia il marketing e il commerciale in un flusso omogeneo e continuo di informazioni, nel quale i due dipartimenti si abbeverano uno dall'altro.
Capire l'inbound va oltre al consulente che te lo ha spacciato come blog e seo o poco più. Se sei un imprenditore, mi spiace, non c’è un albo, come per gli avvocati o un ordine, come quello dei medici. Devi fidarti delle tue sensazioni, meglio ancora sarebbe leggere qualcuno degli articoli come questo, che ti aiutano a capire quando davanti hai un fuffologo.