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Diciamo al modo "ehi, questi contenuti sono interessanti, io li ho letti, guardali anche tu".

E poi arriva l'inaspettato.

Andando più in là del LIKE e dello SHARE sui social, il concetto viene:
1. portato in negativo (DISLIKE)
2. spiegato per bene - da critico -
3. si fa passare questa "critica" come il motivo per cui quel contenuto (un film) non verrà usufruito.
4. tutto ciò assume dignità giornalistica (!)

Antefatto: una giornalista scrive e pubblica un articolo sul canale Cinema del Corriere della Sera, spiegando, in 10 affermazioni, perché non andrà a vedere “The wolf of Wall Street”.
Stiamo al suo gioco.
Immaginiamo per un momento che ci sia una tanto…fuori (?) da scrivere un articolo su un giornale con questa visibilità e “autorevolezza” PRIMA di aver visto il film per davvero e non - come invece immagino io - per fare una critica dura al film che ha visto e che non le è piaciuto.
Stiamo al suo gioco.
Immaginiamo che queste 10 affermazioni siano i presupposti per i quali lei non vada a vedere il film di Scorsese.
E che ci abbia davvero scritto un articolo su questo rifiuto aprioristico.
Il primo caso di critica cinematografico alla cieca.
Cioè, non voglio crederci ma, ripeto, immaginiamolo.
E rispondiamo ai suoi motivi come se tutto questo fosse reale e lei convinta.
Lei è Corina De Cesara e sotto alle sue affermazioni le mie risposte. Quelle di uno che il film l’ha visto e - anche se non credo sia un capolavoro - ritengo folli le motivazioni apportate.

Corinna De Cesare vs Leonardo di Caprio

PRIMA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Il genere. Il film che meglio racconta la vita di uno squalo della finanza resta quello per cui Michael Douglas vinse l’Oscar come migliore attore. Wall Street di Oliver Stone.
RISPOSTA:
Siccome per me “I Cannoni di Navarone” sono un capolavoro assoluto non vedrò nessun altro film di guerra. Ha detto tutto quello. Bastardi senza gloria non andrò a vederlo. E che “cazzo” (1)

SECONDA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Soldi, sesso e stupefacenti. Questo film ha tutti gli ingredienti per essere definito una classica americanata.
RISPOSTA:
Deve essermi scappata la definizione del vocabolario per la quale questi tre argomenti trasformano un film in un “americanata”. E che termine spregiativo è? Fa tanto “americanata del cazzo (2)”. Per me anche Le Iene di Tarantino è un’americanata, nel senso che il cinema italico degli ultimi 30 anni non sarebbe stato in grado di concepirlo.

TERZA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Fuck. Cinquecentosessantanove volte. Il termine, in tutte le sue declinazioni, è stato ripetuto 569 volte in 179 minuti, una ogni 20 secondi. È da puritani chiedersi che senso ha?
RISPOSTA:
Sì è da puritani. La parola “cazzo” (3) la uso in media una 10-20 volte al giorno. Nei momenti di agitata e conclamata confusione ed eccitazione la uso di più. Se fossi sempre strafatto - come i protagonisti del film - molto probabilmente, ancora di più la parola “cazzo” (4). Ci stanno tutti i “cazzo” (5) che vengono inseriti. Sono un intercalare corrente nel discorso usato spesso e in qualsiasi contesto. Un po’ come la bestemmia nella cultura contadina del profondo nordest o della Toscana.
Pensa che in un film ho contato 400 volte la l’articolo “il”.
E sarei tornato a vederlo.

QUARTA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Leo. E poi c’è Leonardo Di Caprio. Bravo, bravissimo, tanto, dicono i più, da meritarsi l’Oscar. E non lo vincerà neanche questa volta.
RISPOSTA:
E che cazzo (6) di motivo è questo per non andare a guardare un film?

QUINTA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Amici. Il film è osannato dalla critica (straniera e non). Amici mi hanno raccontato di sbadigli e gente che abbandonava la sala molto prima dei titoli di coda. In genere mi fido più del giudizio del pubblico che di quello dei critici cinematografici.
RISPOSTA:
Dipende dagli amici che hai. Io non ho sbadigliato. Cos’è, una statistica sull’intelligenza media delle persone? Io mi addormento puntualmente ogni volta che vado a vedere un film di Checco Zalone. Mi sta simpaticissimo ma mi concilia il sonno.

SESTA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Morale. Non mi danno fastidio l’amoralità, i gangster movie o le storie dei mascalzoni seducenti raccontate dal cinema. Ma, onestamente, non ne sentivo la mancanza. Dov’è la voglia di osare?
RISPOSTA:
Non ho mai avuto l’abitudine di giudicare un film per il messaggio o il non messaggio che da. Perchè questo dovrebbe influire sulla scelta di non andare a vedere un film? Vogliamo che siano tutti film che catechizzano in qualche modo le masse? La moralità del personaggio non dovrebbe essere un pregiudizio. 

SETTIMA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
American Hustle. Ho ceduto al richiamo delle dieci candidature agli Oscar del film di David O.Russell (pentendomene amaramente). Non farò il bis, anche se la regia è di Scorsese.
RISPOSTA:
Continuo a non capire questo rimando al giudizio esterno, dell’Accademy, degli amici o di quant’altro, per trovare un rapporto di qualche genere con un film. Lo guardi e poi che cazzo (“) te ne frega se prende Oscar o meno? Guarda, nel 1999 La Vita è bella era candidato come miglior film, The Truman Show no. Vinse Shakespeare in Love (e nemmeno Salvate il Soldato Ryan). Per te magari era giusto così, per me è stata una follia. Ma ciò non mi impedisce di apprezzarli entrambi e di rivederli tutti e due con piacere (come pure gli altri due citati).

OTTAVA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Dino è un caro amico di mio marito a cui piacciono film come Rambo, Rocky e altri titoli sulla cui qualità potremmo stare qui a discutere per ore…A lui The Wolf of Wall Street è piaciuto moltissimo
RISPOSTA:
La frase è così folle che significa non conoscere l’argomento di cui si sta parlando. Rocky ha una sceneggiatura che rasenta la perfezione, attori straordinari in ruoli straordinari. Anche Rambo è indiscutibilmente un capolavoro. Ma non preoccuparti, ho capito cosa vuoi dire: al tuo amico piacciono QUESTE “americanate” non quelle con sesso stupefacenti e soldi, ovvero film di merda che fanno successo al botteghino per una carica violenta/spettacolare quindi se gli piace questo, per la proprietà transitiva, farà cagare anche questo.
Giusto.
La proprietà transitiva.
La proprietà transitiva…

NONA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Scimmiottare. Il domenicale del Guardian ha usato queste parole per la descrizione del film…Ma il verbo scimmiottare+la scena della ragazza nuda con i soldi incollati alle chiappe = No, grazie
RISPOSTA:
Impossibile rispondere a un qualcosa che non ha senso.

DECIMA AFFERMAZIONE di Corinna De Cesare
Emozioni. Per tenermi incollata su una poltrona 179 minuti non bastano soldi, droga e truffe. E non basta neanche un cast d’eccezione diretto da un premio Oscar. Dal cinema, noi inguaribili creduloni, continuiamo ad aspettarci soprattutto delle emozioni.
RISPOSTA:
Emozioni forti come quel paurosissimo Robert de Niro di Cape Fear, vero? Chissà quanti incuboni nella tua cameretta.
Poi posso essere d’accordo che non è Il miglio Verde (unico film negli ultimi 20 anni che mi ha fatto piangere lacrimoni grossi grossi) ma da qua a non guardarlo…vorrebbe dire che dovrei andare al cinema un paio di volte l’anno…