Ecco 16 errori da non commettere per iniziare con il proprio blog. Che diventano 16 consigli per ottimizzare e partire al meglio con il proprio blog. Dipende da come si guardano. O si leggono.

wordpress errori

1- Non definire gli obiettivi della propria azione
Iniziare con un blog senza avere chiaro gli obiettivi che ti proponi, gli argomenti dei quali vuoi trattare e come li vuoi trattare, con chi vuoi parlare e che cosa ti aspetti di stimolare è un grosso errore, ma abbastanza comune. Sono progetti destinati per lo più fallire che nascono sull’entusiasmo di “blogger anche io” e muoiono per mancanza di stimoli o di risultati.

2- Scegliere la piattaforma  sbagliata
Meglio registrarsi su Wordpress.com o scegliere una soluzione installata sul proprio server? Molti che vogliono iniziare con un blog non sanno neppure la differenza tra le due soluzioni e quindi vanno un po’ “a caso” rischiando di scegliere l’opzione meno adatta alle loro esigenze. Tutti possono imparare dai loro errori ma meglio se qualcuno ti spiega e non li commetti :)
La differenza fondamentale è che sulla soluzione in hosting hanno maggior libertà di personalizzazione. Però bisogna acquistare da subito un dominio, uno spazio server (con php e a disposizione un database MySQL), installare Wordpress in remoto e configurarlo. Non sono operazioni semplici, soprattuto per un novizio. Se si vuole partire a costo zero la soluzione immediata è registrarsi sulla piattaforma ed iniziare a scrivere e a postare. Poi, se il progetto cresce…

3- Dimenticarsi di cambiare il nome utente dell’amministratore
Quando si installa Wordpress si propone come nome utente di default dell’amministratore “admin”. Lasciare admin è comodo ma espone agli attacchi degli hackers che potrebbero prendere il controllo del tuo sito. Si può cambiare il nome utente durante l’installazione, senza alcun problema.

4- Usare un tema fuori luogo o con problemi
Scegliere il tema corretto per il proprio sito non è cosa di poca importante: la struttura dei contenuti è importante per il tipo di contenuti e cosa si vuole dire. Poi meglio se il tema “funziona bene” se non ha bug o problemi con i browser più comuni. In questi casi non sempre si sa prima quali problemi potrebbe avere il tema scelto; meglio allora affidarsi a fonti di buona reputazione come la directory di Wordpress per i temi gratuiti. Un’ottima soluzione è quella di svilupparlo da zero ma, ovviamente, ha un costo che potrebbe essere importante, soprattutto se il sito serve a piccoli progetti.

5- Mantenere la riga di descrizione “Solo un altro blog con Wordpress”
In quanti fanno questo errore. Mi è capitato di notarlo su un sito di un’agenzia che vendeva strategia web di Vicenza per oltre un anno. Dentro ad Impostazioni c’è quella piccola riga di descrizione da personalizzare. Fatelo SUBITO. Non è solo un problema di credibilità: ne gioverà anche la parte SEO del vostro sito.

6- Usare la favicon di default
La favicom è un po’ la carta d’identità del vostro sito: è quella piccola icona che c’è a sinistra dell’indirizzo del sito, sulla barra degli indirizzi del vostro browser. Per essere più professionali non è un elemento di comunicazione che può essere lasciato al caso. Potete utilizzare uno dei moltissimi creatori di favicon gratuiti che ci sono su web e poi caricarla con un programma FTP nella cartella principale di vostro sito.

7- Categorie e tag complicati
Una delle migliori caratteristiche di Wordpress è la capacità di categorizzare i contenuti con i tag. Abusando di questa funzione, molta gente crea un’enormità di tag e categorie e questo pregiudica in maniera negativa i vantaggi che avrebbero potuto portare al sito con una gestione più attenta e razionale. Troppe categorie e tag - e troppo complessi - rendono il sito difficile da navigare e non port vantaggi alla SEO.

8- Utilizzare la struttura di default dei permalink
Un permalink è un hyperlink statico che punta ad uno specifico post del blog di Wordpress. La struttura di default è: www.tuosito.itm/?p=123. Non è solo di difficile comprensione: non porta alcun vantaggio alla SEO. Inserire le giuste parole chiave già nel permalink, fa orientare il visitatore e porta benefici per essere meglio posizionati da Google.

9- Non inserire un form di contatto
Un errore comune da principiante è quello di non inserire un form di contatto all’interno del blog e di creare una semplice pagina di contatto con l’email. A parte il pericolo flood di spam che questo comporta, facilitare la possibilità di contatto per tutti gli utenti con un form dove si chiedono le informazioni che possono interessante è una pratica buona e giusta e che può aiutare molti navigatori a mettersi in contatto. Contact Form 7 e Gravity forms sono due ottime alternative.

10- Dimenticarsi di installare un plugin per la cache del sito
Altro errore da principiante è quello di non installare un plugin per la creazione della cache del sito (Come W3 Total Cache  o WP Super Cache  magari rafforzati da un servizio con un CDN come MaxCDN o Cloudflare): il sito acquisisce velocità e migliora il suo posizionamento su Google.

11- Dimenticarsi di creare i backup
Questo è uno degli errori più grossi in cui si può incorrere: non creare un backup del proprio Wordpress. In molti capisco l’importanza del backup quando, dopo anni di lavoro in pochi attimi (per un disguido tecnico, uno spostamento di server finito male o altro) si perde tutto il lavoro fatto. Avere un backup aggiornato è doveroso perché nulla è sicuro al 100% quando si parla di tecnologia. Anche qui, ci sono un sacco di plugin che possono aiutarvi, alcuni che fanno anche il backup in remoto (direttamente su google Drive o su Dropbox).

12- Ignorare gli update di Wordpress
Wordpress continua a ricevere nuovi aggiornamenti: gli sviluppatori si danno un gran da fare per migliorare costantemente la velocità, l’efficienza e l’interfaccia utente. Ogni volta che vengono trovate delle vulnerabilità pericolose arriva un nuovo update. Ignorarli espone al pericolo di un attacco da parte di un hacker, visto che le vulnerabilità delle versioni precedenti sono pubbliche.

13- Non usare Google Analytics
Guideresti in autostrada senza guardare i segnali stradali? No vero? Allo stesso modo non puoi condurre il tuo blog senza usare un programma di analisi come Google Analytics, uno dei migliori servizi di analisi per le statistiche di accesso ai siti web. Offre una vasta gamma di servizi gratuiti che si possono utilizzare per tenere monitorato il proprio sito. Una buona pratica è quella di affiancare i Google Webmaster Tool per monitorare anche la “salute” del proprio sito web.

14- Rendere la vita difficile per gli utenti mobile
Sempre più persone si muovo tra differenti device: computer fissi, portatili, smartphone di varie dimensioni, tablet e tv. Tutti con dimensioni differenti. Oggi si hanno due opzioni: o utilizzare un template con una grafica responsive (che si adatta automaticamente a tutti i device) o rendere il tuo sito in Wordpress compatibile con il mobile con un plugin che cambia la grafica per i dispositivi (due esempi sono WPtouch o WPtap).

15- Ignorare Gravatar o Google autorship markup
Un Gravatar (Globally Recognized Avatar) è una piccola immagine che ti rappresenta sul web. Appare vicino al tuo nome quando commenti su un blog o discuti in un forum. Il consiglio non è solo quello di registrare il tuo Gravatar ma di utilizzare il sistema all’interno del tuo blog. Esattamente come Gravata, registrarti su Google autorship: permette di relazionare l’identità con cui pubblichi i contenuti sul tuo sito web con il profilo di Google e di mostrare la tua immagine vicino ai contenuti nelle pagine delle ricerche di google.

16- Ignorare l’ottimizzazione delle immagini
Uno degli errori più fastidiosi, per i navigatori, è quello di trovare immagini pensanti, difficili da aprire o - al contrario - troppo piccole o senza senso. Non dimenticarti di ottimizzare le immagini quando le carichi sul tuo blog.

(liberamente ispirato a questo articolo di Jeff Bullas: http://www.jeffbullas.com/2014/04/14/the-15-most-common-wordpress-mistakes-to-avoid/)